Alle quattro sto sveglio nel buio muto, fisso. Gli orli delle tende via via schiariranno. Frattanto vedo quello che in realtà c’è sempre: la morte infaticabile, d’un giorno intero più vicina, che rende ogni pensiero impossibile tranne come dove e quando dovrò morire io stesso. Arido interrogarsi: eppure la paura di morire, d’essere già morto, lampeggia nuovamente, avvince e terrorizza. La mente sbianca all’abbaglio. Ma non di rimorso – il bene non fatto, l’amore non dato, il tempo strappato e non usato – né disgraziatamente perché una sola vita può spendersi tutta a riscattare i suoi inizi sbagliati, e non riuscirci mai; ma per il vuoto totale ed eterno, la sicura estinzione alla quale andiamo incontro, dove saremo persi per sempre. Non essere qui, né in nessun altro luogo, e presto. Nulla di più terribile, nulla di più vero. Ecco un modo speciale di prendersi quella paura che nessun trucco scaccia. Provò la religione, quel logoro e vasto broccato musicale creato a farci credere che no...
Buenos Aires se me presenta como una mina exótica, llena de promesas y riesgos. Las luces de Palermo brillan como yiroflas en una vidriera, pero yo estoy relegado a las sombras de San Telmo, donde cada calle tiene su historia y cada esquina esconde un secreto. Era un capo de la publicidad, un mago de las palabras que podía vender sueños con un simple eslogan. Pero ahora, mis días de gloria son solo un recuerdo desteñido, ahogado en un mar de alcohol y malas decisiones. "Paint it Black" de los Rolling Stones me golpea los oídos, un himno perfecto para mi caída al olvido. Mis campañas una vez hechizaron la ciudad, mis jingles eran cantados por todos. Pero jugué demasiado con fuego, bailé demasiado cerca del abismo. Las drogas, las noches en vela, las malas compañías... todo cobró su precio. Ahora, soy solo otra alma perdida en las calles de esta ciudad desalmada. Camino por la Avenida de Mayo, sintiendo el peso de cada paso. Mis viejos amigos, los clientes...
Eravamo vivi, eravamo giovani, non volevamo cambiare lo status quo, volevamo cancellarlo. Eravamo amici ed eravamo colmi di stupore e interesse per la vita, la vita che non fosse quella dei nostri padri. Eravamo affamati ed eravamo pazzi. Doveva essere a cavallo tra il settantasette e il settantanove, a Londra era da poco esploso il punk. L’aria vibrava. Il selciato era infiammato. E noi eravamo pronti a bruciare. Eravamo Max il biondo , Robby Robs , io, il Bandito, Test detto Chiodo e un pugno di altri amici amati tra i tantissimi fratelli di furia. Tra noi c’erano dei grandi e c’erano dei bastardi. Fummo spavaldi e fummo disperati fino alle estreme conseguenze; alcuni di noi morirono subito, spazzati via nel giro di un paio di anni. Pagammo t utti un prezzo altissimo. Tra i più ricordi intimi di quegli anni, a parte Il Biondo che era quasi più di un fratello, oggi il mio pensiero corre a qu...
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