Domenica senz’Alba
«- Credo che - Non dovremmo permettere a niente e a nessuno di avere tanto potere su di noi. Io lo sapevo ma non feci nulla. Le cose andarono male perché sapere non conta nulla se non sei capace di praticare ciò che sai.» Coi capelli Klimt si legò il povero braccio martoriato. Sempre in cerca, ancora in cerca, avida e sudata. Il sollievo animò il suo viso e io piansi disperatamente. Era la mia fiamma che si spegneva. Dio sa quanto l’amassi. Io l’amavo ma Dio non ascoltava le mie preghiere. Dio era sordo e io ero cieco. Io odiavo Dio. Lei era cieca e sorda, immersa nel bisogno. Lei mi ricordava la grande bocca spalancata di un piccolo uccello. Lei somigliava a un uccello ma non sapeva volare. Le sue ali erano bianca eroina, io la nera terra. La ripugnate forza di gravità. Per quanto mi sforzassi di essere leggero come lei non potevo più volare. Le sue ali non erano le mie ali, non più. Le avevo bruciate tanto tempo prima. Avevo volato lonta...